Che cos'è una PUF (physically unclonable function)?
Di TrustMarx Team · Pubblicato il 12 maggio 2026
Una physically unclonable function (PUF) è una struttura fisica i cui dettagli più fini nascono da una casualità incontrollabile durante la produzione, cosicché nessun processo — nemmeno quello originale — è in grado di riprodurla. Poiché la struttura non può essere clonata, può fungere da impronta digitale di un oggetto fisico.
L'idea di fondo
Quando certi materiali vengono stampati, incisi o depositati, compaiono variazioni microscopiche che nessuno sceglie e nessuno può ripetere: la posizione delle fibre nella carta, la distribuzione delle particelle nell'inchiostro, la micro-rugosità di un rivestimento. Due etichette stampate dalla stessa macchina, a un secondo di distanza l'una dall'altra, differiscono a questo livello microscopico in modi stabili, misurabili e unici.
Un sistema di autenticazione basato su PUF fa tre cose:
- Registra la struttura: al momento della produzione, una fotocamera acquisisce la micro-texture dell'etichetta e il server ne memorizza un modello matematico.
- La interroga sul campo: quando qualcuno verifica il prodotto, il suo telefono acquisisce nuovamente la stessa regione.
- Confronta le due acquisizioni: il server compara la nuova acquisizione con il modello registrato e stabilisce se si tratta dello stesso oggetto fisico.
Perché una fotocopia fallisce
Una fotocopia o una scansione ad alta risoluzione riproduce l'informazione stampata su un'etichetta — il codice a barre, il testo, la grafica. Non riproduce la casualità fisica del supporto, perché il processo di copia introduce a sua volta una casualità nuova. La copia fallisce quindi il confronto fisico, anche se ogni pixel stampato appare identico all'occhio.
È questa la differenza cruciale tra una PUF e qualsiasi identificatore basato solo su dati (codici QR, codici a barre, numeri di serie, UID NFC che possono essere emulati): i dati possono essere duplicati alla perfezione; la casualità fisica no.
Cosa una PUF non fa da sola
Una PUF dimostra che questa è la stessa etichetta fisica registrata in origine. Da sola non dimostra chi l'ha registrata, né impedisce a qualcuno di recuperare etichette valide e riapplicarle altrove. Per questo i sistemi di livello produttivo, incluso TrustMarx, affiancano alla PUF un'identità crittografica (un token firmato da una chiave custodita in un hardware security module) e un'intelligence lato server sulle scansioni che monitora i pattern di abuso, come una stessa etichetta verificata in due Paesi nello stesso giorno.
In sintesi
- Una PUF è casualità di produzione usata come impronta digitale non clonabile.
- Le copie riproducono i dati, mai la struttura — e per questo falliscono la verifica.
- Le PUF rispondono alla domanda "è lo stesso oggetto?"; la crittografia risponde a "questa identità è autentica?"; l'analisi dei dati risponde a "questo pattern di scansioni è plausibile?". Un'autenticazione dei prodotti davvero solida le usa tutte e tre.